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UniCredit archivia il 2025 con i migliori risultati della sua storia e inaugura una nuova fase strategica all’insegna della crescita e delle remunerazioni agli azionisti. Il gruppo guidato da Andrea Orcel chiude l’esercizio con un utile netto di 10,6 miliardi di euro (+14%) e venti trimestri consecutivi di crescita redditizia, superando — come sottolinea la banca — le stesse aspettative interne.Nel comunicato ufficiale, l’istituto parla apertamente di «crescita e redditività da record», evidenziando come i risultati siano stati raggiunti «nonostante oneri straordinari per 1,4 miliardi anticipati per rafforzare ulteriormente la traiettoria di medio periodo».
Redditività ai vertici e dividendi miliardari
Il rendimento sul capitale tangibile (RoTE) sale al 19,2%, mentre le distribuzioni complessive agli azionisti toccano 9,5 miliardi, di cui 4,75 miliardi in dividendi. In forte aumento anche gli indicatori per azione: utile a 6,89 euro (+20%) e dividendo a 3,15 euro (+31%). Numeri che, si legge ancora nel comunicato, collocano UniCredit «fra le migliori performance del settore per crescita dell’utile netto, redditività e distribuzioni».
Ricavi solidi, costi sotto controllo
I ricavi netti raggiungono 23,9 miliardi, sostanzialmente stabili nonostante il calo dei tassi. A trainare sono commissioni e assicurativo, mentre il margine d’interesse regge grazie alla qualità degli impieghi.I costi restano fermi a 9,4 miliardi, con un rapporto costi/ricavi del 38%, definito dalla banca «fra i migliori del settore», pur a fronte di investimenti rilevanti in tecnologia, dati e intelligenza artificiale.
Capitale e qualità del credito
La solidità patrimoniale resta elevata: CET1 ratio al 14,7% dopo aver assorbito sia le distribuzioni sia impatti regolatori. Bassa anche la rischiosità del credito, con deteriorati netti all’1,6% e costo del rischio a 15 punti base.
Dalla fase “Unlocked” a “Unlimited”
Concluso il piano industriale “UniCredit Unlocked”, la banca lancia ora “UniCredit Unlimited”, con l’obiettivo di accelerare crescita ed efficienza. «Entriamo nel 2026 sostenuti da un forte slancio e ampie protezioni», si legge nel comunicato, «puntando ad offrire una proposta di investimento di livello superiore».I target: utile a circa 11 miliardi nel 2026 e a 13 miliardi nel 2028, con RoTE oltre il 23% e ricavi netti verso i 27,5 miliardi.
Maxi-remunerazioni anche nel futuro
Il gruppo prevede distribuzioni cumulate per circa 30 miliardi nei prossimi tre anni e fino a 50 miliardi in cinque, «assumendo l’attuale payout ordinario dell’80%», precisa la nota.
Orcel: fiducia nel lungo periodo
Nel comunicato, l’amministratore delegato rivendica il percorso compiuto: «Abbiamo conseguito ancora una volta una crescita e una redditività da record… superando le nostre stesse aspettative». E guarda avanti: «Siamo fiduciosi di poter mantenere questa traiettoria nei prossimi cinque anni».
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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