«È morto», «Non mi interessa», «Se muore ci facciamo una risata». Queste sono le frasi attribuite agli agenti intervenuti per fermare Abderrahim Fakir, registrate dalla telecamera indossata da uno di loro. Le parole sono riportate nella relazione dei consulenti incaricati dalla Procura di Bologna per chiarire le circostanze del decesso del 42enne, avvenuto durante un'operazione di Polizia nel quartiere Pilastro.
Secondo le analisi medico-legali, Fakir è deceduto per insufficienza respiratoria acuta, in un contesto clinico caratterizzato da intossicazione da cocaina e una grave patologia cardiaca. L'uomo, consumatore abituale della sostanza, si trovava anche in uno stato di agitazione psicomotoria che avrebbe peggiorato le sue condizioni. Anche la posizione prona mantenuta durante l'immobilizzazione avrebbe influito sul decesso, sebbene i periti abbiano valutato che il suo impatto sia stato probabilmente minore rispetto ad altri fattori.
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L'inchiesta si concentra anche sulle modalità dell'assistenza sanitaria fornita durante l'emergenza. I consulenti hanno riscontrato alcune azioni dei soccorritori non conformi ai protocolli, pur evidenziando che le condizioni di Fakir erano già gravemente compromesse.
Secondo la perizia, anche con un intervento tempestivo e corretto, le probabilità di sopravvivenza del 42enne sarebbero state circa del 15%. Un fattore che i magistrati dovranno considerare nella valutazione delle eventuali responsabilità.
Attualmente, sei persone sono state inserite nel registro delle annotazioni preliminari previsto dal cosiddetto scudo penale: due agenti intervenuti durante il fermo e quattro operatori della Croce Rossa. L'ipotesi di reato esaminata è quella di omicidio colposo, ma non è stata ancora formalizzata un'iscrizione nel registro degli indagati.
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La relazione finale è stata consegnata alla Procura di Bologna, che ha fissato per il 28 ottobre un incontro sugli esiti delle verifiche. Il pubblico ministero avrà tempo fino al 19 novembre per decidere se proseguire con le indagini nei confronti delle sei persone coinvolte o archiviare le rispettive posizioni.
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