Link to "L'oridne mondali fondato su regole condivisde non esiste più". In corso olloqui con la Francia per valutare la possibilità di un deterrente nucleare europeo congiunto. Terzo pilastro della nuova architettura della difesa europea il Regno Unito"L'oridne mondali fondato su regole condivisde non esiste più". In corso olloqui con la Francia per valutare la possibilità di un deterrente nucleare europeo congiunto. Terzo pilastro della nuova architettura della difesa europea il Regno Unito
Sul piano strategico, però, Monaco ha aperto scenari inattesi. Merz ha fatto riferimento a colloqui riservati con il presidente francese Emmanuel Macron per valutare la possibilità di un deterrente nucleare europeo congiunto. Poche ore dopo, Parigi e Berlino hanno confermato che l’ombrello atomico francese potrebbe estendersi al continente: modalità, condizioni e tempistiche restano da definire, ma la sola discussione rompe un tabù storico. E Macron ha anche spiegato che la Francia ha avviato un «dialogo strategico» con partner europei per integrare la propria dottrina nucleare in una prospettiva continentale. «È la prima volta nella Storia», ha detto, sottolineando la necessità di una protezione atomica europea soprattutto per la vicinanza geografica alla Russia. La critica ai trattati sul nucleare smantellati durante la seconda amministrazione del presidente Donald Trump non è sfuggita: erano negoziati «senza gli europei per gli europei», ha ricordato Macron, indicando la necessità di un’autonomia strategica crescente.
A Berlino, la proposta francotedesca riceve consensi trasversali, persino tra i Verdi, ma resta condizionata al rispetto della cornice NATO. La Germania sta aprendo alla possibilità di una maggiore autonomia strategica europea, accostandosi all’asse franco-tedesco. Un segnale importante dopo anni di distacco post-Brexit: il Regno Unito torna a guardare all’Europa non solo come mercato, ma anche come spazio di sicurezza comune.
La Conferenza di Monaco si svolge in un clima di tensione palpabile. Sullo sfondo, le mosse di Trump — minacce sulla Groenlandia, dazi alle importazioni europee — hanno acceso il dibattito sulla solidità dell’impegno americano. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha colto il segnale: «È il momento dell’indipendenza europea sulla sicurezza». Ed è apparso come un chiaro segnake la mancata partecipazione del segretario di Stato USA Marco Rubio alla riunione del “Formato di Berlino” sull’Ucraina, ufficialmente per problemi di agenda. Per oggi è previsto un confronto con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che da Monaco ha aperto a elezioni solo in caso di tregua di due o tre mesi: prima la guerra deve fermarsi, poi si potrà votare.
Si è particolarmente sentita l'assenza al vertice della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. ad Addis Abeba dove ieri ha incontrato i leader del continente per fare il punto sul piano Mattei e oggi parteciperà al vertice dei paesi dell'Unione Afriicana.
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